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NULLA FA Più MALE DEL DOLORE: Una riflessione su dolore e ricordo

  Tramonto sul mare di Ostia che accompagna una riflessione su dolore e ricordo e sul modo in cui affrontiamo la perdita. Oggi il mio pensiero corre tra  dolore e ricordo , in quello spazio sospeso in cui la memoria fa male e allo stesso tempo salva. Dopo un'assenza dovuta al disordine giornaliero, proprio oggi ho avuto bisogno di scrivere. Spinta dal ricordo, dall'imprevisto, dal dolore . A mia mamma, a 10 anni dalla morte. A Manuela, che oggi l'ha raggiunta. " È  così che si affronta il dolore , tuffandocisi a capofitto e aprendo le mani". Tutto rallenta fino quasi a fermarsi. La terra cede sotto i piedi, vieni risucchiata. Non senti. Non vedi. Emetti suoni che non sono parole. Arriva veloce il colpo. Ti lascia senza fiato. Ci sono momenti in cui la vita ti viene sbattuta in faccia e non puoi schivare il colpo. Devi accoglierlo. Devi vomitare. Contorcerti dal dolore . E fa male. E piangi. E soffri. E ti trascini carponi perché non hai la forza di stare ...

PECCATO.

 

Café Merenda, Roma

CHE PECCATO.

"Aiutatemi. Aiutatemi, John, a sradicare il loro marciume. Solo allora vi sarà pace.
Non capite? Dobbiamo essere noi a cominciare. Dobbiamo essere noi uomini.
Siamo stati posti sopra di loro per guidarle, per nutrirle. E per punirle":

Da "Le Streghe di Manningtree" di A.K. Blakemore.

Se isolassi alcune frasi, saremmo così certi di leggere un libro ambientato nel 1643 e non uno degli assurdi fatti di cronaca che, sempre più frequentemente, animano i nostri giornali?

Nella verde brughiera inglese, dove la nebbia dona forza e mistero alla paura e al pregiudizio, si ambienta il nostro racconto.

Sembrerebbe la semplice storia di contadine, nelle loro faccende (poche) quotidiane, che si intreccia a quelle di altre famiglie del paese. 

Se poi non arrivasse il PECCATO.
Quel senso di colpa che rende tutti sospettosi.
Quella paura per l'ignoto a cui bisogna dare una forma.
Quel bisogno di dare un nome, quando non vogliamo dire il nostro.

Il peccato giunge a Manningtree con la forza e la sorpresa di un temporale estivo e, come questo, inonda il paesino, ma lo fa in maniera selettiva, come se sapesse che solo le DONNE non sanno nuotare.

E così annegano, nell'ignoranza e nella maldicenza.
Streghe, meggere, prostitute.
Vengono arrestate, imprigionate, impiccate e gettate via proprio come qualcosa di sporco.

Una si salverà, mentendo e vivendo nel peccato.

"Vorrei tanto accogliere la dolcezza del peccato.
Peccare con trasporto è, dopotutto, l'unica prerogativa del dannato".

La cosa che più mi ha colpito è l'epilogo del libro:

Il romanzo Le streghe di Manningtree di A.K. Blakemore è ambientato in Inghilterra nel 1643, durante la guerra civile, e si basa su fatti storici reali relativi alla caccia alle streghe avvenuta a Manningtree.

Non una storia. Ma un vero fatto di cronaca. 
Per riflettere. Per non dimenticare. Per non ripetere.

Buona lettura disordinata.

E ricorda che si accettano consigli di lettura!

#DisordinePerfetto
#BlogDiRiflessioni
#LeStregheDiManningtree
#CacciaAlleStreghe
#DonneEStoria

Commenti

  1. Siamo sempre diversi e sempre uguali, cambiano molte cose nella storia ma certe paure, certe debolezze e certi istinti sono trasversali sia alle culture sia ai tempi.

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  2. "le appassionate"storie di donne italiane del '900 che hanno cambiato il nostro futuro.Una rivoluzione silenziosa che ha dato grandi frutti ma oggi paurosamente si assiste alla loro lenta corrosione. Le appassionate autrici De Luca/ Fiori Feltrinelli

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    Risposte
    1. Wow. Grazie mille per il suggerimento. Aggiungo nella lista delle letture da fare!

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