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NULLA FA Più MALE DEL DOLORE: Una riflessione su dolore e ricordo

  Tramonto sul mare di Ostia che accompagna una riflessione su dolore e ricordo e sul modo in cui affrontiamo la perdita. Oggi il mio pensiero corre tra  dolore e ricordo , in quello spazio sospeso in cui la memoria fa male e allo stesso tempo salva. Dopo un'assenza dovuta al disordine giornaliero, proprio oggi ho avuto bisogno di scrivere. Spinta dal ricordo, dall'imprevisto, dal dolore . A mia mamma, a 10 anni dalla morte. A Manuela, che oggi l'ha raggiunta. " È  così che si affronta il dolore , tuffandocisi a capofitto e aprendo le mani". Tutto rallenta fino quasi a fermarsi. La terra cede sotto i piedi, vieni risucchiata. Non senti. Non vedi. Emetti suoni che non sono parole. Arriva veloce il colpo. Ti lascia senza fiato. Ci sono momenti in cui la vita ti viene sbattuta in faccia e non puoi schivare il colpo. Devi accoglierlo. Devi vomitare. Contorcerti dal dolore . E fa male. E piangi. E soffri. E ti trascini carponi perché non hai la forza di stare ...

UN'APPARENTE NORMALITÀ.

Ostia, divano di casa.

 

È proprio quando sembra che non succeda nulla che dovremmo preoccuparci.

Dal libro "Io so perché canta l'uccello in gabbia" di Maya Angelou:

240 pagine lette e... niente.
Mai un'emozione, un colpo di scena.
Sfogliavo le pagine freneticamente pensando
"Ah ecco... ora succederà qualcosa!"

Per poi proseguire, delusa, fino alla fine del libro.


Eppure, di fatti ne accadano tanti: violenze di ogni genere, discriminazione, razzismo.
Tutti raccontati come una innaturale NORMALITÀ.

Ed è proprio a distanza di un mese dalla lettura che mi ritrovo a riflettere su quella apparente NORMALITÀ.

Era normale violentare una bambina di 8 anni.
Era normale che bianchi e neri vivessero separati senza alcuna possibilità di contatto.
Era normale che i bianchi fossero considerati superiori ai neri.
Era normale il concetto di razza.

Un storia normale che di normale ha ben poco.

Buona lettura.

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Commenti

  1. Non succede niente, leggo e ancora niente... Qui mi ricorda tanto il tenente Drogo, che dalla sua ridotta nel deserto dei Tartari osserva un nemico che deve arrivare e non arriva mai.
    Però apprezzo moltissimo il dramma della normalità. È quella cosa che nella nostra vita ci fa sentire dentro un gruppo. Entro certi limiti ci fa sentire meglio, senza problemi. Eppure la normalità è quello che fa crescere tutti i fascismi, tutte le violenze.
    La normalità è ciò che distrugge. È ciò che non può portare nulla di migliore.

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